
La selvaggina è l'inizio dell'alimentazione umana. L'uomo comincia a cacciare per procurarsi le pelli per coprirsi dal freddo, così assaggiando le carni degli animali e trovandole di suo gradimento, abbandona presto il regime vegetariano.
La selvaggina prediletta dell'uomo preistorico era il cavallo che viveva allo stato selvaggio.
Solo più tardi, nell'età del bronzo, l'uomo capisce che può domare questo animale e utilizzarlo per il lavoro.
Decide allora di sostituire la carne equina con altri tipi di carne.
Fra gli animali selvatici, era preferita la volpe di cui era apprezzato il cervello.
La lepre era considerata inferiore alla volpe, il cinghiale proliferava.
Il metodo di cottura era un pezzo di carne infilzato su lunghi rami e cotto alla fiamma.
L'uomo imparerà più tardi e molto lentamente ad insaporire le carni con erbe odorose mentre per conoscere le salse passeranno millenni.
Nella Grecia pre-ellenica l'uomo impara ad addestrar gli animali alla cattura di altri ed a questo scopo impiega i celebri levrieri di Creta.
Erasistrato, medico alessandrino fondatore dell'anatomia, era convinto assertore della teoria in cui si diceva che il sangue era all'origine della vita.
Ai suoi invitati quindi serviva abbondanti arrosti accompagnati da una salsa calda a base di sangue, miele, formaggio, cumino e sedano.
Anni prima Archestrato di Siracusa, scriveva che il modo migliore di mangiare la lepre era arrostirla appena in superficie, togliendola molto al sangue e mangiarla e mangiarla subito senza smorfie e timore del sangue gocciolante.
Asseriva anche che, secondo lui altri modi di cucinare la lepre erano assurdi, sia che la si aspergesse con sostanze vischiose o che la coprisse di formaggio o con troppo olio.
A Roma, come tutti sanno, la civiltà della tavola raggiunge livelli eccessivi e la selvaggina era la protagonista. Lucullo, le cui intemperanze sono piuttosto note, si era fatto allestire una sala da pranzo niente meno che in una grande voliera per la soddisfazione di assaporare gli uccellini cotti mentre guardava volar gli altri.
Nessuno seguì il suo esempio perchè non si riusciva a tollerare le esalazioni che salivano dal pavimento.