
Chi ha dato origine alla farina gialla che usiamo per fare la polenta è una graminacea chiamata Zea Mays, una pianta oriunda dell'America centrale, conosciuta anche in determinate zone del bacino mediterraneo.
Quando i primi semi di quella Zea Mays giunsero in Italia vennero chiamati "granoturco" per indicare la loro origine straniera, quasi misteriosa. Il vero nome comunque è Mais, per restare nella terminologia di tipo familiare. Questa parola deriva da mahiz, nome che usavano gli indigeni incontrati da Colombo sull'isola da lui battezzata Hispanola.
Quelle popolazioni sfruttavano il mais in modo razionale, totale, non buttando via nulla. Con spighe foglie e gambi facevano bevande alcooliche, preparavano lo zucchero, nutrivano il bestiame e ricoprivano i tetti delle capanne; le pannocchie, se mature al punto giusto, venivano abbrustolite sul fuoco o macinate fino ad ottenere una poltiglia gialla e grossolana, antenata dell'attuale polenta.
Le pannocchie verdi, invece, venivano bollite o cotte sotto la cenere.
Quelle civiltà antiche scoperte da Colombo usavano il mais con il pesce, il formaggio, con salse e sughi saporiti e piccanti.
La pulant con al butir, l'è un magner da cavalir
(La polenta col burro è un mangiare da cavaliere)