
L'amore e la passione per l'acqua è il nuovo fenomeno italiano. Così si spiega il continuo aumento del numero dei degustatori professionali di Acqua e perchè sui tavolini nei locali più all'avanguardia si trova la carte delle Acque accanto a quella dei Vini.
Noi italiani, infatti, ogni anno ne consumiamo 172 litri a testa, collocandoci al primo posto nella classifica mondiale, con 11 miliardi di litri d'acqua minerale prodotti in circa 250 aziende per un totale di 2 miliardi di euro di fatturato.
Un consumo così elevato è dovuto a un'ingiustificata paura della poca salubrità delle acque del rubinetto, e alla grande passione per le bollicine.
Ma per avere quell'effervescenza e per sentire quel gusto sottilmente diverso che ogni acqua minerale ci regala siamo disposti a pagare fino a 400-500 volte in più rispetto all'acqua potabile.
Risulta quindi necessario una distinzione tra i due tipi di acqua di cui stiamo trattando. Le acque minerali sono acque che si possono per così dire 'raccolte' alle sorgenti e le cui caratteristiche essenziali devono rimanere inalterete nonostante i trattamenti cui vengono sottoposte.
L'autorizzazione per l'utilizzo delle acque viene rilasciata dalla Regione sul cui territorio si trovano le fonti, ma perchè l'acqua venga riconosciuta come minerale è necessario presentare i risultati delle analisi al ministero della Salute, in cui si dimostra che la sorgente è protetta, e che gli impianti di captazione, canalizzazione, filtrazione e di imbottigliamento non sono inquinati.
L' acqua potabile è quella che scorre nei nostri acquedotti e che viene generalmente gestita da aziende municipalizzate a maggioranza di capitale pubblico, dei comuni o altri enti pubblici.
La acqua potabile, a differenza delle minerali, può essere trattata per migliorarne le caratteristiche.