Bagna cauda piemonte

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Spellare l'aglio e affettarlo molto sottile. Qualora si desideri rendere l'aroma del condimento meno aggressivo, l'aglio, una volta affettato, viene messo a bagno nel latte per un paio di ore prima dell'uso, poi lo si sgocciola e lo si asciuga.
Fatto sciogliere il burro in un tegame su un fornello a fuoco molto dolce, si unisce l'aglio e lo si fa rosolare, senza, però, farlo colorire.
Quando comincia a disfarsi, si aggiungono i filetti di acciuga e si versa l'olio un po' alla volta.
Si procede mescolando lentamente con un cucchiaio di legno. La"Bagna Càuda" dovrà, cuocere (mai friggere) finchè le acciughe si saranno completamente sciolte e la si porta in tavola in un tegame di coccio, avente un particolare fornello per mantenere caldo il condimento.
La "Bagna Càuda" è servita in singoli appositi tegamini di coccio posti su piccoli fornelli. E' servita con verdure crude e cotte (le più utilizzate sono: peperoni, insalate, verza, carote, cuore di cardo gobbo, radicchio, porro, "Tupinabò" tagliati sottilmente, patate cotte al vapore, cipolle e barbabietola rossa al forno, peperoni abbrustoliti e cavolfiore lessato).
E' un piatto che, tradizionalmente, accompagna i giorni autunno/inverno e che viene consumato in occasione di incontri conviviali ad hoc organizzati.
E' abitudine presentare i diversi tipi di verdure (disposti con particolare cura quasi servissero da modello per un quadro rinascimentale, avente quale soggetto la natura morta) su un ampio piatto da portata posto al centro della tavola.
La ricetta può subire alcune variazioni a seconda delle zone del Piemonte ove viene preparata.
A Vaie (Torino), ad esempio, si aggiunge ½ bicchiere di vino rosso ed un cucchiaio di aceto che imbruniscono il colore e donano un odore più aspro.

Commenti

cesare - 20/01/2008

la provero grazie




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