
Il territorio del salento, fatta eccezione per alcune aree, è fondamentalmente pietroso, composto da strati rocciosi e banchi calcarei.Un paesaggio avaro di terra coltivabile e spesso privo delle risorse fondamentali come l'acqua.
Muri a secco, costruiti con una pietra molto dura detta dolomia, cingono le proprietà connotando tutta l�area con un paesaggio definito "della pietra".
I continui spietramenti per bonificare il terreno hanno lasciato tracce di questo lavoro immane.
Notiamo, infatti, numerosi mucchi di forma conica (le muriscine), oppure spianate (littère) dove venivano poggiate le stuoie o i telai costruiti con canne ed utilizzati per 1�essiccazione, soprattutto dei fichi.
Dalla pietra si sono ricavati abbeveratoi per greggi, ruote per macinare il grano.
La pietra è servita per rivestire le pareti interne dei pozzi (le pozzelle), disposta a secco in cerchi concentrici impedendo così all'acqua di disperdersi.
Osserviamo, disposti sui declivi delle serre che attraversano il territorio, canali di pietra che permettono di raccogliere le acque piovane indirizzate, poi, in cisterne poste nelle vicinanze o all'interno di un trullo.

Le pietre, quindi, che dapprima costituivano un ostacolo al lavoro e di fatto, limitavano le aree coltivabili, piano piano hanno dato forma a sorprendenti architetture ancora riconoscibili.
Oltre ai muri a secco, semplici o complessi, lineari o tortuosi o disposti in intrigati disegni, si vedono spesso i pìgnòni, sorta di piccole piramidi di pietra sistemate vicino gli ingressi (varchi) delle campagne. Pur nella loro precaria stabilità avvertono i pastori di non utilizzare quel terreno per il pascolo delle greggi: la pietra come silenzioso e chiaro mezzo di comunicazione.
Alcuni recinti di pietra difendono e proteggono dalle forze del vento l'alberello piantato da poco.
Alcune pietre circolari e piatte vengono utilizzate come basi per il fuoco.

Un richiamo a tempi molto remoti è suggerito anche dalle grandi pietre fitte che prendono il nome di menhir (men=pietra. hìr=lungo), singolari monumenti preistorici, forse a carattere religioso, presenti nel territorio (Zollino, Martano).
Le costruzioni più significative e frequenti dell�edilizia contadina sono i trulli chiamati 'furnieddhi'.
Se la maggior parte dei trulli esistenti non è di età molto antica, la tecnica costruttiva è invece remotissima e la si fa risalire all'età del bronzo.
In tutta l'area esistono centinaia di trulli , con un particolare infittimento nella zona di Martano e Soleto. Bravi costruttori di trulli provenivano da Martano. Ritroviamo in queste tipiche costruzioni i sistemi costruttivi più elementari dell'antichità. Gli ingressi sono architravati con tre grossi massi di pietra (sistema trilitico).
Elemento comune dei trulli è la scala esterna che collega i gradoni e porta sulla sommità.
testi tratti da salentonet.it - vacanze nel salento