Uno dei piatti natalizi più classici è il cappone, una millenaria tradizione di allevamento avicolo.
La castrazione dei galli era conosciuta e praticata già in età classica, probabilmente a causa delle difficoltà riscontrate nel tenere più galli nello stesso pollaio e della relativa "improduttività" di una situazione simile: la carne del gallo infatti tende a diventare dura, mentre quella del cappone resta tenera e saporita.
Si dice che nella città di Roma si usasse castrare i galli per aggirare una legge che impediva di allevare le galline all'interno delle case.
Nel corso dei secoli, tuttavia, venne percepito sempre meno come "ripiego" e sempre più come una prelibatezza culinaria, tanto da diventare un prestigioso regalo da elargire anche a persone di rango (famosi sono i "quattro capponi" che Renzo porta all'avvocato Azzeccagarbugli nei Promessi Sposi).
Un tempo era ritenuto un cibo di lusso quindi era consumato nei giorni di grande festa e soprattutto a lesso per avere anche un ottimo brodo.
Questo galletto viene castrato a circa tre mesi di età e macellato verso gli otto mesi.
Un buon cappone deve essere giovane, con pelle chiara.