Grappa. un nome che indica una tradizione e una cultura tutta italiana.
Un prodotto che oggi non ha nulla da invidiare ai grandi nomi della distillazione.
Le origini della grappa sono molto antiche e forse proprio per la sua lunga storia è riuscita nei secoli ad affermarsi, ad assumere quella personalità inconfondibile che oggi ha sempre più estimatori. Non solo in Italia.
Fino ai primi del'600 infatti, il distillato era sempre di vino e mai di vinacce.
Furono un gesuita, Atanasio Kircher, e il suo confratello italiano Francesco Terzi Lana a indicare la vinaccia come fonte di alcool.
Da antichi documenti si evince che in Friuli e in Veneto già nel '400 e nel '500 queste popolazioni facevano commercio di grappa con l'estero.
E forse dovremmo fare ancora un passo indietro, in quell'epoca in cui l'usanza voleva che, terminata la fermentazione del mosto, i "padroni" e i "servi" si spartissero il prodotto ottenuto: ai primi il vino, ai secondi le vinacce.
E probabilmente qualche servo ha provato a fare ciò che il padrone faceva con il vino (cioè distillare) e per paura che, scoperto il risultato, il padrone si prendesse anche le vinacce, il segreto fu custodito per molto tempo.