Nella città Partenopea il carnevale è fissato in base alle prescrizioni ecclesiastiche quindi l'inizio può essere il 1° gennaio, il 17 gennaio (festa di S, Antonio) o il 2 di febbraio (ricorrenza della Candelora) per protrarsi fino al mercoledì delle ceneri.
Giovan Battista del Tufo, nobile napoletano, scrisse una serie di poesie che riguardavano anche il carnevale e in cui parlava di cavalieri ben vestiti e a piccoli carri.
Un carnevale personalissimo settembrino, festa voluta dai regnanti Borboni, con famosi carri allegorici della Piedigrotta , dove non mancavano piatti tipici che si potevano gustare in questo periodo dell'anno.
La cucina carnevalesca napoletana è varia, divertente, colorata e comprende piatti tradizionali e unici.
La Lasagna è un piatto molto elaborato e richiede tempo e fatica ma viene ricordato nei giorni successivi quando vige "digiuno e astinenza".
La carne mista al ragù è la seconda e terza portata. Per questo piatto si utilizzano le gallinelle di maiale (coppa di maiale o capocollo) e le puntine di costata e per arricchire maggiormente il ragù, delle braciole di maiale.
Vengono serviti poi i fegatini arrostiti (ottimi se fritti nella sugna), accompagnati dai deliziosi friarielli.
Dopo questo ben di Dio, veniva portato in tavola un trionfo di salumi piuttosto freschi che, dopo quel giorno non venivano più toccati fino al Sabato Santo, giorno in cui vengono sciolte le campane e fatte suonare a gloria, annunciando la fine della quaresima e la resurrezione di Cristo.
Dopo la frutta si arriva finalmente al gran finale delle portate, i dolci che, fino al 1992 venivano accompagnati dal fiabesco "sanguinaccio".
Dal 1992 infatti fu vietato ai macellai di vendere il sangue di maiale per la preparazione del sanguinaccio.
Tra i dolci tradizionali napoletani ricordiamo; gli struffoli, guarniti con cannulilli e diavulilli colorati. Le zeppole, dolce nominato non solo nella cucina ma perfino in un "Privilegio" del Vicerè di Napoli, Conte di Ripacorsa (Napoli 800), e infine le chiacchiere, dolce noto in tutta Italia con nomi diversi a seconda della regione.