
Tutte le acque in apparenza sembrano uguali ma non è così e, come per i vini, c'è il sommelier anche per le acque, che ha il compito di dare valutazioni e giudizi sulla bollicina, sul retrogusto, consigliando i giusti abbinamenti con il cibo.
Per diventare idro-sommelier sono necessari tre livelli di corso che, come spiega Giuseppe Amati dell'Associazione Degustatori Acque naturali (Adam), consistono in 'un paio di giorni full immersion per ogni livello'.
L'Adam ha anche realizzato, con la collaborazione di chef, nutrizionisti e medici, una Carta delle Acque, utile 'per giungere all'utilizzo dell'acqua più idonea al nostro benessere e anche al piatto che si ha davanti'.
Tutte le acque sono incolori e inodori, ma il loro sapore può variare da acidulo a salato a tendenzialmente dolce, dovuti dal pH, dalla presenze di anidride carbonica e dal livello di minerelizzazione (più conosciuta come quantità del residuo fisso).
La leggerezza, invece, è dovuta alla bassa presenza di sali.