Dal pane alla focaccia

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La notizia ci viene dalla scrupolosa pignoleria di Catone, il quale parla del "libum", una focaccia sacrificale ottenuta dall'impasto di due libbre di farina più due di formaggio fresco e un uovo.
L'impasto lavorato e appiattito veniva cotto al forno coperto da un coperchio di terracotta.
Sempre Catone ci dà un'altra ricetta: "placenta". Si tratta di una torta con analogie alle torte sia salate che dolci, fra le quali "le millefoglie".
I venditori di queste specialità erano chiamati "placentarii". Esponevano la loro mercanzia che si poteva consumare anche fredda.
La figura del placentario pompeiano di cui abbiamo parlato precedentemente, si pensava che fosse il progenitore del pizzaiolo dei giorni nostri ma non è così perchè sia la placenta sia le altre focacce composte con il farro e uva oppure con grano e ceci non sono assolutamente paragonabili alla nostra pizza.<