I funghi, dall'impero romano ad oggi

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I funghi furono apprezzati fin dalla più remota antichità e divennero ben presto oggetto di commercio;
li ricercarono infatti, portandoli all'onore delle mense, gli egiziani, i babilonesi, i greci e i romani, i quali li definirono un cibo regale.

Basti pensare che furono proprio i romani a dare all'ovolo buono il nome di Arnanita caesarea, intendendo cosi classificare questo fungo tra gli alimenti degni di un imperatore.
Sia nel medioevo che nel rinascimento i funghi continuarono ad essere apprezzati e la loro fama non venne mai meno, perdurando ininterrotta fino ai nostri giorni.

Fù solo nella seconda metà dell'ottocento, tuttavia, che si allargarono le conoscenze sui funghi e si imparò a cucinarli in maniera corretta; precedentemente infatti i funghi venivano bolliti a lungo nell'acqua, allo scopo di eliminare, secondo un'errata credenza assai diffusa, la presenza di eventuali veleni.
Ciò che restava dopo simile trattamento non poteva certo avere un gran sapore, e per questo motivo i funghi venivano insaporiti con sostanze aromatiche motto piccanti o intensamente profumate, che tuttavia toglievano loro le caratteristiche originarie.