La cottura della pasta

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Spesso però la causa di mal riuscita di un piatto di pastasciutta sta nella cottura.
Una brava cuoca si distingue da come sceglie la pasta ma anche da come la cuoce.


Al momento di scolare la pasta, se si percepisse un odore acido sarebbe indice di cattiva essiccazione.
Durante la cottura la pasta deve conservare il suo colore giallo-ambra, i singoli elementi devono essere integri, senza fenditure, callosità superficiali e l'aumento del volume deve essere circa di tre volte rispetto alla pasta cruda.



Molto importante per la cottura della pasta è l'acqua. La proporzione deve essere di 1 a 10, cioè per ogni 100 gr di pasta necessitano un litro di acqua.


La pasta va versata quando l'acqua bolle e nel centro della pentola, dove l'ebollizione è al culmine

L'altro punto essenziale per una buona riuscita è il tempo di cottura.


Alcuni detti del passato dicono che le massaie per sapere se la pasta era al punto giusto, ne prendevano una piccola parte e la buttavano contro una superficie di porcellana, se rimaneva attaccata era pronta.
Senza esagerare, ci si può regolare leggendo le istruzioni sulle confezioni ma il modo più sicuro sta sempre nell'assaggiare la pasta qualche minuto prima del tempo scritto.

La pastasciutta è un piatto che va sempre servito fumante quindi bisogna avere pronti i piatti, il condimento e gli ospiti a tavola.








 
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