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La Tradizione della rugiada e dei Tortelli di Erbette a San Giovanni (prima parte)


La Tradizione della rugiada e dei Tortelli di Erbette a San Giovanni
tratto da "storia, miti e identità della Cucina Parmigiana" di Giovanni Ballarini.

Tra i parmigiani è ancora diffusa l'idea della "rugiada di san Giovanni", da prendere nella serata della vigilia, mangiando i tortelli di erbette, ma pochi conoscono l'origine della tradizione e soprattutto il suo antico significato di battesimo pagano.

Le storie pagane di san Giovanni partono dal IV secolo, con sant'Agostino e la sua violenta polemica contro le indecenti licenziosità, le canzoni oscene, i divertimenti indegni che nelle campagne accompagnavano la festa del Santo.
Attorno alla figura si san Giovanni si sono sviluppati riti d'acqua, riti di fuoco e riti agresti. Uno dei principali riti d'acqua era quello del "Battesimo di san Giovanni", compiuto nella notte del 23 giugno che precede la festa del Santo.
Era un battesimo "sui generis", consistente nel bagno in un fiume, lago o mare, ma anche, se non era possibile, nel bagnarsi nei lenzuoli intrisi della rugiada notturna.
Era un lavacro ad uso di divertimento ma anche di magia, destinato a vincere malattie o malefici d'ogni genere, degli uomini e delgi animali domestici. Durante la notte del passaggi, uomini e donne si rotolavano nudi nei prati rugiadosiper guarire i molti mali del corpo accumulati durante l'inverno e la primavera.
I più pudici stendevano sui prati cabdide lenzuola, strizzando le quali ottenevano un'acqua magica, capace di guarire uomini ed animali e per questo conservata tutto l'anno.
Un rituale di fuoco era ......ma questo ve lo racconterò nel prossimo articolo.


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