Questo sito utilizza i "cookie" per facilitare la tua esperienza di navigazione. Accetta e continua - Cookie Policy

Veneto e Lombardia, una disputa leggendaria


Per disputare della polenta, occorre stare al di sopra del campanile, intendendo con ciò una posizione nella quale, se è possibile, non si spezza ingiustamente alcuna lancia a favore della polenta bergamasca o di quella friulana: ci pensano già i diretti interessati a contendersi vivacemente il primato.
Nel Friuli le prime notizie relative alla polenta gialla si hanno attorno alla metà del XVI secolo. Che essa fosse entrata nell'uso delle terre venete è abbastanza comprensibile, ove si pensi agli intensi traffici commerciali tra la Repubblica Veneta e l'Oriente, da dove era stato importato il grano, si era scoperto l'uso della farina e, di conseguenza, la possibilità di usarla per ottenerne delle "pappe".

Altre fonti, invece, sostengono che le prime coltivazioni italiane di mais fossero situate nel Polesine, da dove in breve tempo si sarebbero estese alla Lombardia occidentale. Però i documenti storici esibiti da cultori bergamaschi risalgono al 1632, data che ci sembra francamente posteriore a quella sbandierata dai polentari veneti. Di quell'anno, infatti, è un documento gandinese nel quale si afferma: " ... fu seminato il primo capo di meligotto nel terreno chiamato La Costa sotto Corno in contrada Clusvene e tutti andavano a vedere il seminato nuovo di tale grano mai prima veduto in Italia... ".
Una cosa di cui i bergamaschi sostengono, a ragione, l'assoluta e incontestabile paternità è l'appellativo di "meligotto" dato al mais. Ancora, i bergamaschi sostengono che il terreno dove si seminò il primo mais lombardo fu un poggio situato nel territorio di Gandino dove, ancora oggi, si erge il "Mulino Melgarolo", così chiamato perchè vi si macinò la meliga, la prima in assoluto. Forse l'ultima parola sulla disputa polentifera veneto-bergamasca si potrebbe porre con la saggia affermazione dell'imparziale enciclopedia Treccani dove, a proposito della polenta, si dice: " Dalla Spagna fu introdotta nell'Italia settentrionale (Venezia) attorno al 1500, ma la prima, importante coltivazione di cui si ha notizia si ebbe nel Polesine, nel 1554, da dove si trasferì poi in Lombardia e Piemonte ".
Da questa complessa storia della polenta è seraficamente assente il sud d'Italia, dove pure i primi semi furono originariamente portati, quasi " brevi manu ", dalla Spagna dominatrice e fatti fiorire, esclusivamente come curiosità botanica, nei giardini rigogliosi di Palermo.

Cerca una ricetta...

Cerca per ingrediente...